Mappa del parco

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PMVL 2.0


Foto di Andrea Colleoni - GFS

Il PMVL guarda da sempre oltre i propri confini: riconquistare il territorio all'ambiente e all'uso pubblico, riconnettere i vari pezzi della rete ecologica metropolitana, coinvolgere i comuni di Milano e Monza, ampliare la superficie del parco.

I fiumi, i loro alvei e le rive sono infatti i principali, a volte gli unici, corridoi ecologici naturali del territorio metropolitano urbanizzato, fondamentali per il movimento di molte specie di animali.

Il corso del Lambro, dal Lago di Pusiano fino alla confluenza con il Po, è uno dei corridoi primari della Rete Ecologica Regionale lombarda (RER) e quindi potenzialmente un grande "connettore" del territorio. Buona parte del corridoio fluviale tra Monza e San Donato Milanese è alterato dalla presenza di zone urbane e industriali. Nello stesso tempo, il quadro ambientale appare già parzialmente rigenerato dalla creazione di zone a parco e progetti di naturalizzazione, ma anche da aree abbandonate che si sono rinaturalizzate spontaneamente.


Foto di Stefano Pedrelli - GFS

Molto è stato fatto, moltissimo rimane ancora da fare per recuperare uno dei territori fluviali più compromessi dell’intera comunità europea e dare continuità a un territorio frammentato.  

Il 20 e 23 ottobre 2010 abbiamo convocato i nostri Stati Generali, proprio per condividere con i 5 comuni sul fiume, le 2 Province e la Regione un progetto di recupero del Lambro nel suo tratto più complicato, quello metropolitano, e di tutela del suo territorio attraverso l’ampliamento del Parco nei due comuni capoluogo.

La prospettiva emersa quel giorno sta man mano diventando realtà: il viaggio verso il PMVL 2.0, un parco metropolitano di 6 milioni di metri quadri, prosegue a grandi passi! 

Il PMVL, con la sua evoluzione nel PMVL 2.0, è una straordinaria opera collettiva: un progetto pubblico che nasce dal basso, richiesto e non imposto, reso possibile dal contributo, prima di tutto, degli abitanti, singoli o associati, e poi di enti e istituzioni, tecnici e amministratori, esperti e appassionati. E’ cioè un Parco con una forte valenza sociale, un progetto di riscatto di un territorio usato e abusato, negato per decenni alla proprie comunità, che attraverso un processo di riappropriazione collettiva ridiventa pienamente paesaggio.